Alain Delon

Alain Delon nel 1959

Alain Fabien Maurice Marcel Delon (Sceaux, 8 novembre 1935) è un attore, regista e produttore cinematografico francese con cittadinanza svizzera.

È considerato uno dei più grandi sex symbol della storia[1][2], oltre che uno dei più grandi attori francesi al pari di Jean Gabin o di Jean-Paul Belmondo, quest'ultimo considerato il suo eterno "rivale" mediatico nella Francia degli anni sessanta[3]. La sua «bellezza derivata dall'aspetto ammaliante, dal viso angelico e dagli occhi di ghiaccio ipnotizzanti», gli ha permesso di interpretare uomini cupi, misteriosi, solitari, che molto spesso si rivelavano persino autobiografici del loro interprete[4].

Fondamentali per la carriera dell'attore sono state le collaborazioni con i registi René Clément, Luchino Visconti e Jean-Pierre Melville[5]; fra i personaggi più celebri da lui interpretati ci sono il cupo e timoroso Rocco in Rocco e i suoi fratelli (1960), il principe Tancredi ne Il Gattopardo (1963), il killer Jeff in Frank Costello faccia d'angelo (1967), il gangster Rogert Startet ne Il clan dei siciliani (1969), lo scrittore fallito Jean-Paul Leroy ne La Piscina (1969); è stato inoltre Zorro nell'omonimo film di Duccio Tessari del 1975, il misterioso Robert Klein di Mr. Klein (1976) e il barone di Charlus in Un amore di Swann (1984).

Nel 1985 ha vinto il Premio César per il migliore attore per il film Notre histoire; ha inoltre vinto il David di Donatello, l'Orso d'oro alla carriera al Festival di Berlino, mentre nel 1963 ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe per il film Il Gattopardo.

Dagli anni settanta ha avuto esperienze anche come produttore cinematografico, tramite la sua Adel Productions, e in qualità di regista come nel thriller Per la pelle di un poliziotto (1981) e nel drammatico Braccato (1983). La sua ultima interpretazione sul grande schermo risale al 2008 nel film Asterix alle Olimpiadi, mentre nel 2017 ha annunciato il ritiro dalle scene[6].

  1. ^ Alain Delon compie 80 anni tra successi e malinconia, su repubblica.it.
  2. ^ Gli 80 anni del sex symbol Alain Delon, su tgcom24.mediaset.it.
  3. ^ (ES) Belmondo, el eterno rival de Alain Delon, su La Vanguardia, 7 settembre 2021. URL consultato il 7 settembre 2021.
  4. ^ Alain Delon malato di depressione minaccia il suicidio, su ricerca.repubblica.it.
  5. ^ Provando a capire Alain Delon, su bergamopost.it.
  6. ^ Alain Delon dice addio al cinema, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 27 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2017).

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